Nokia e Philips hanno chiesto all'Unione Europea che vengano eliminati i balzelli sulla vendita di supporti vergini e prodotti di registrazione. Il ragionamento dei due big dell'industria tecnologica europea è abbastanza semplice: "
l'equo compenso" era stato inventato per bilanciare gli effetti della pirateria multimediale.
Visto che i cd e i dvd vergini e i lettori MP3 potevano essere utilizzati per ascoltare musica non autorizzata, la tassa serviva a rimborsare preventivamente i titolari dei diritti d'autore. Secondo Nokia e Philips, oggi non esistono più i presupposti per un simile sistema di prelievo, perchè è nato un mercato di download digitali nei quali si paga già una tassa. L'utente che volesse masterizzare su cd un album acquistato online si trova quindi a essere tassato due volte: per il download da Internet e per l'acquisto del cd vergine.
un pò di dati
I dati relativi al terzo trimestre del 2006 parlano di 370.5 milioni di cd venduti, l'8.3 per cento in meno rispetto ai 404.2 milioni dello stesso periodo del 2005.
I download digitali a pagamento sono invece saliti del 72 per cento, raggiungendo quota 404.2 milioni. Solo che in quel caso si tratta di singole canzoni, non di album interi. Nel terzo trimestre ne sono stati venduti 22.6 milioni, il 115 per cento in più rispetto al 2005. Questi tassi di crescita non riescono a bilanciare economicamente il tracollo dei cd e aprono qualche crepa nella visione dei jukebox digitali come punti di riferimento del mercato digitale del futuro. L'equo compenso rimane una misura tutt'altro che equa, soprattutto perchè va a colpire indiscriminatamente sia chi usa i cd vergini per masterizzare musica non autorizzata, sia chi li compra solo per archiviare i propri documenti di lavoro o le fotografie delle vacanze. Ma sostenere che il mercato dei download digitali sia ormai una realtà stabile e definitiva è quantomeno prematuro.
Da un'ipotetica licenza legale del P2P (che continua a godere di ottima salute), agli abbonamenti in streaming, ai possibili nuovi orizzonti aperti dal wi-fi, sono molti i modelli di business e di fruizione che cercheranno di sostituire quello attualmente guidato dal binomio iTunes-iPod.
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