Cominciò che mi dissolsi. E' così che deve sentirsi il vapore quando fuoriesce dal liquido bollente e sale nell'aria fresca. Per la prima volta in vita mia mi sentii libero, davvero libero da tutte le costrizioni terrene, libero dal mio corpo, sfuggito al mio stesso pensiero.
Poi divenni suono, e chi diventa suono diventa onda. E a quel punto capii il mistero della musica, capii perché la musica è così immensamente superiore a tutte le altre arti: perché è incorporea. Una volta che si stacca dallo strumento che la produce, appartiene solo a se stessa, è una creatura del tutto autonoma fatta di vibrazione e di energia, senza gravità, senza corpo, perfettamente pura e in armonia con l'universo.
Poi tutto cessò di colpo. La musica finì e io precipitai. Piombai giù a lungo, verso la Terra, verso il mio corpo, ed ecco il mio spirito ancora infinito di nuovo spietatamente prigioniero, incastrato fra i miei atomi.
E spalancai gli occhi... ero diventato musica.
