MacTorrent Seeder


Registrato: 15/09/06 10:04 Messaggi: 865 Residenza: Tuscany
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Inviato: Mer Gen 30, 2008 7:09 pm Oggetto: Gli ISP potranno fornire dati personali alle Major? |
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La Corte di Giustizia Europea ha espresso una sentenza particolarmente importante nell'ambito dell'identificazione degli utenti della rete, decretando che, in assenza di normativa specifica e territoriale, i dati personali degli utenti possono essere rivelati da parte degli ISP solamente nel caso di procedimenti penali e non civili.
La sentenza è scaturita in occasione del processo che vede contrapposti Promusicae e Telefónica de España e nel quale la prima, associazione dei musicisti spagnola, ha chiesto al provider di rivelare l'identità di alcuni dei suoi sottoscritti che hanno condiviso brani musicali sul network KaZaA, portando addirittura la questione in tribunale.
Telefonica si è sempre rifiutata di fornire le informazioni richieste, adducendo che le leggi Europee prevedono appunto che determinate informaizoni personali non possono essere rese note in caso di procedimenti civili. La Corte di Giustizia europea ha confermato questa linea sottolineando inoltre che in ambito di procedimenti civili la protezione della privacy rappresenta una necessità più importante del rafforzamento dei diritti d'autore.
"Gli Stati Membri devono assicurare la riservatezza delle comunicazioni tramite i network di comunicazione pubblica, i servizi elettronici e qualunque altro sistema di trasmissione dei dati e devono inoltre evitare la conservazione di dati di individui che non siano gli utenti, senza il consenso degli interessati" si legge nella sentenza.
La Corte precisa comunque alcune eccezioni, nessuna delle quali contempla il caso di un processo civile. "Le eccezioni prevedono i casi di sicurezza nazionale, difesa e pubblica sicurezza e la persecuzione di offese criminali".
Ma in realtà la posizione della Corte di Giustizia è piuttosto ambigua: è infatti prevista la possibilità che i singoli Stati possano adottare una legge che costringa gli ISP a rivelare i dati personali nei procedimenti civili, ma la decisione se tale legge sia necessaria o meno è lasciata alla discrezione dei governi nazionali. In altri termini: l'Unione Europea si tiene al di fuori di queste faccende evitando accuratamente di fornire un quadro normativo comunitario e lascia la patata bollente nelle mani delle singole nazioni.
Una posizione di questo tipo potrebbe facilmente portare alla creazione di castelli normativi particolarmente rigidi in ogni singolo Paese, dove ogni governo potrebbe decidere di obbligare i provider di servizi a consegnare i dati direttamente nelle mani delle etichette o delle loro associazioni.
L'IFPI vede ovviamente il bicchiere mezzo pieno: "La sentenza sta a significare che i legittimi proprietari dei diritti possono ancora intraprendere azioni per la salvaguardia dei propri diritti civili ed ha lanciato un chiaro segnale agli Stati Membri i quali devono impegnarsi per riuscire ad adottere il giusto equilibrio tra la protezione della privacy e quella dei diritti della proprietà intellettuale che non può comunque essere ignorata". _________________ SHARING IS NOT A CRIME...
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