Mentre in Italia (e non solo) chi scarica materiale multimediale da internet viene considerato dalla legge al pari di un taccheggiatore, scippatore o ladro d'automobili (come recita un ben noto spot antipirateria), in Spagna, un giudice di nome Paz Aldecoa ha creato quello che si potrebbe definire un precedente "scomodo" per l'industria cinematografica. Aldecoa ha scagionato da ogni accusa un ragazzo, sul cui capo pesavano le denunce della Promusicae (organizzazione iberica dei discografici) per aver scambiato musica su circuiti peer-to-peer e realizzato copie masterizzate su richiesta. Secondo il giudice, non è corretto definire "ladro" chi realizza copie per uso privato. Naturalmente, la Promusicae ricorrerà in appello contro la sentenza e chiederà per l'imputato due anni di carcere e circa 25.000 euro di risarcimento danni.
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