Ieri Steve Jobs ha dato vita in Rete a un ampio dibattito contro l'uso del
Drm (oggi le Major difendono l'anticopia, ma non appoggiano il connubio forzato tra iTunes e iPod). Ma il dibattito aperto da Apple pro o contro i sistemi digital rights management (Drm), non riesce ancora a mette a fuoco il panorama. A fotografare la situazione della musica digitale online, ci pensa ancora una volta
Big Champagne, con un'instantanea al Peer to peer:
le vendite di cd sono calate del 23% (dal 2000 al 2006); nel frattempo
ogni mese un miliardo di brani musicali viene scambiato gratuitamente in Rete (contro i 2 miliardi di brani venduti da iTunes dal 2003 a oggi). Il fenomeno del peer to peer illegale risulta inarrestabile, incurante delle azioni legali della Riaa e sprezzante degli accordi, per esempio, fra YouTube e le aziende (per tutelare il copyright). Il P2p prospera, e la pirateria online pure: le piattaforme di file sharing sono cresciute del 7% nell'ultimo anno, e il download illegale del 24%.
Dare un taglio al Peer to peer sembra dunque un'impresa titanica. Spiace dunque che le major continuino a difendere il Drm contro Steve Jobs di Apple, quando i sistemi anticopia non risultato efficaci e inoltre indispettiscono gli utenti. Infine proprio in questi giorni
la Riaa ha chiesto un forte aumento del costo dei Cd: dice che dovrebbero costare il triplo. sorge un dubbio: ma così non rischiamo di fare aumentare la pirateria musicale, già fiorente? La tecnologia negli anni diminuisce di prezzo, andare in controtendenza potrebbe essere un nuovo boomerang contro chi acquista legalmente la musica.
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