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Santangelo: RIAA grazia la madre, ma persegue i figli

 
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MessaggioInviato: Dom Gen 07, 2007 12:01 am    Oggetto: Santangelo: RIAA grazia la madre, ma persegue i figli Rispondi citando

Fino a dove può spingersi la tracotanza dell’industria discografica americana nella “santa crociata” contro il P2P? Fino a ritirare la denuncia nei confronti di una madre, e perseguire i figli... I dettagli.

L'industria musicale americana ha ritirato la denuncia di download illegale a mezzo P2P nei confronti di Patti Santangelo, depositando la rinuncia presso la corte di New York questo dicembre. La signora, che si è sempre professata innocente, era stata accusata di condividere file protetti da copyright, accusa infine ritirata dai legali del business, per evidente incapacità della Santangelo di adoperare i sofisticati strumenti informatici necessari per compiere il presunto crimine di sharing di mp3.

Come altri 20.000 (circa) cittadini statunitensi, la Santangelo viene accusata di condividere illegalmente brani musicali protetti dai diritti d'autore. E come molti altri nelle sue stesse condizioni, gli viene offerta la possibilità di cavarsela a buon mercato, pagando la modica cifra di 7.500 dollari alla Elektra Entertainment.

Al contrario di molti altri, la signora decide di rifiutare l'offerta di patteggiamento. Le etichette la accusano di aver condiviso 6 file sulla rete FastTrack, usata da quel Kazaa caduto in disgrazia per motivazioni esterne ed interne.

La Santangelo, ha poi effettivamente dimostrato di non essere in grado nemmeno di usare con piena cognizione di causa un computer, figurarsi piratare musica in rete. Da qui la decisione di ritirare la denuncia.



Ma siccome il potente establishment economico, ha deciso di rimanere in casa Santangelo, cambiando gli obiettivi della denuncia dalla madre ai figli. L'idea è che, vista l'incapacità della donna di fare il pirata, secondo le etichette, sono appunto i suoi figli teen-ager, Bobby e Michelle, categoria notoriamente esperta di nuove tecnologie e pirateria informatica.

Jordan Glass, il legale della signora, ha respinto l'accusa, e la stessa donna, ha promesso di continuare la lotta legale fino in fondo.


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MessaggioInviato: Dom Gen 07, 2007 1:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per 6 miseri files ...

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Czar
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MessaggioInviato: Sab Feb 17, 2007 8:48 am    Oggetto: Aggiornamenti sul topic Rispondi citando

Hanno denunciato la madre, condannato la sorella. Ora il sedicenne figlio minore della famiglia perseguitata dalla crociata legale di RIAA trascina a sua volta l’associazione in tribunale. Accusa: le major fanno cartello, e denunciano senza avere alcuna prova.


Il contrattacco legale, depositato per mezzo del suo rappresentate Jordan Glass, si basa su ben 32 elementi, che comprendono tra gli altri i danni alla carriera scolastica e alla reputazione personale di Robert (additato a tutti gli effetti come un "pirata"), i costi legali che hanno pesantemente gravato sulla vita della famiglia e il fatto che la musica che secondo RIAA sarebbe stata scaricata dal P2P apparteneva in realtà alla sorella, che ne possedeva gli originali su CD-Audio.

Ma Robert va oltre la semplice difesa della propria reputazione, arrivando a incolpare le grandi sorelle della musica internazionale di "fare cartello", a discapito di una apparente competizione reale sul mercato, agendo in contravvenzione con le norme anti-trust americane. RIAA, infine, è secondo il ragazzo un'associazione a delinquere pensata per portare avanti con regolarità pratiche di estorsione, per mezzo delle quali le vittime delle sue attenzioni legali vengono costrette a pagare per il patteggiamento attraverso la ben nota "strategia della minaccia" che andiamo denunciando da tempo.

Che RIAA sia disgustosamente attaccata ai soldi ben oltre il lecito è confermato anche dall'ultima uscita pubblica dell'organizzazione, secondo la quale i CD costano molto poco rispetto agli investimenti necessari, all'inflazione, alla concorrenza di altri media, alla durata nel tempo e a chissà cos'altro. Ed è altrettanto banale la risposta alle accuse del Santangelo boy, secondo la quale l'industria è al collasso, i lavoratori sono alla fame o a casa licenziati, gli artisti sono messi a pane e acqua e altre considerazioni dello stesso tono ripetute a mo' di mantra in ogni occasione buona dai "poverissimi" discografari americani.


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