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Dmin.it: P2P a rischio di estinzione?

 
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Czar
ZAR
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MessaggioInviato: Gio Mar 01, 2007 8:37 am    Oggetto: Dmin.it: P2P a rischio di estinzione? Rispondi citando

Roma - Il tema della proprietà intellettuale diventa sempre più importante mano mano che ci addentriamo nella Società dell'Informazione. Questo perché in quello che è il mondo presente e che sarà sempre più in futuro, i prodotti che trainano l'economia sono le idee.

Guardandoci intorno però possiamo facilmente notare che sia sul fronte del diritto d'autore, sia sul fronte dei brevetti industriali, la normativa vigente non riesce più a coniugare le necessità di chi ha le idee e di chi le acquista. La fuga della popolazione dai canali tradizionali verso i vari commons - IP liberi, open source, Creative Commons, wireless commons - o verso i network P2P, la nascita anni orsono delle cosiddette etichette indipendenti, e l'esplosione dell'autoproduzione in tempi più recenti, sono i segni inequivocabili che il diritto d'autore è malato e abbiamo bisogno di una nuova definizione della proprietà intellettuale. Non sono il primo a dirlo né sarò l'ultimo, dunque sorvolo sui possibili motivi -
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- in modo da poter arrivare velocemente alla proposta che, per i contenuti e per il livello delle persone coinvolte nel progetto potrebbe uscire dal Parlamento forse proprio durante questa legislatura: dmin.it.

Nella homepage del

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si legge che l'obiettivo è "dare all'Italia una posizione leader nei digital media". È inoltre importante sottolineare come dmin.it sia un work-in-progress - sono quasi giunti alla seconda versione - che si sta evolvendo mano mano che sopraggiungono nuovi contributi; i promotori stessi si definiscono "un gruppo interdisciplinare, aperto, senza scopo di lucro" e pertanto la partecipazione è benvenuta.

Avventurandosi invece nella Proposta 1 si deduce immediatamente che è "una proposta per massimizzare la circolazione dei digital media", dove per digital media si intendono "i contenuti espressi mediante tecniche numeriche, trasportabili su reti numeriche ed elaborabili con dispositivi programmabili": aumentare la diffusione di libri, musica, video, codice morse, cultura. Come ottenere questo risultato? Rimuovendo gli ostacoli attuali, ovvero agendo sui contenuti, sul mezzo di trasporto dei contenuti e sulle modalità di pagamento dei contenuti ovvero, in termini a noi oggi noti: DRM, Internet, Micropagamenti.

In dmin.it ognuna di queste tre componenti assume una forma altamente innovativa, ma è abbastanza rivoluzionaria da poter essere addirittura definita "terza via" come ritengono i suoi promotori? Oppure è solo l'ultima e più sofisticata delle iniziative teleguidate dall'industria per porre fine allo scambio amicale sui circuiti del P2P?

iDRM, Neutralità, PVO
Dmin.it si basa su una nuova forma di DRM chiamato iDRM dove la "i" sta per "interoperabile"; la filosofia di fondo è che acquistare un'opera non deve legare gli acquirenti ad un determinato software (es: Apple iTunes) o hardware (es: il decoder Sky) o circuito economico verticalizzato (es: Alice) creando dunque pericolose sacche monopolistiche in mercati fra loro adiacenti e/o iniquità accessorie come il cosiddetto equo compenso.

È bene specificare che non si tratta necessariamente di una filigrana digitale analoga ai sistemi DRM oggi in commercio. In attesa di ulteriori delucidazioni pensiamo all'iDRM come una autorizzazione d'uso, una per ogni file, gestita con sicurezza di livello crittografico, in un ipotetico server della SIAE. DRM quindi irremovibile perché è "server-side", non "client-side": chi ha il file nel proprio computer non ha alcuna possibilità di rimuovere l'iDRM semplicemente perchè questo non è nel proprio computer.

Questo crea i presupposti per riequilibrare il difficile rapporto tra rights holder - le major dell'editoria, della musica, del cinema, del software e via dicendo - che vorrebbero walled-garden ovunque e assicurarsi così anche in futuro le attuali rendite di posizione, e chi lavora invece da anni sulle reti che hanno sempre permesso di trasmettere contenuti in modo neutrale: gli operatori TLC. La proposta dunque include anche un'idea di rete che sia neutrale e simmetrica.

Viene da sé, inoltre, che in un mondo dove ogni file prodotto ha un'etichetta che ne identifica per sempre l'autore e le modalità d'uso consentite, c'è bisogno di un sistema sufficientemente sicuro, flessibile, granulare e automatico - vista l'enorme quantità di files che circolano - atto a gestire adeguatamente i conseguenti movimenti monetari: ognuno di noi è al contempo un acquirente di opere e un potenziale autore, pertanto quella di un "portafoglio virtuale opere" appoggiato su un circuito bancario, assegnato magari alla nascita come è il codice fiscale, che raccolga i proventi delle nostre opere e paghi i nostri acquisti di opere altrui, è un modo estremamente esatto ed efficiente per gestire le transazioni economiche legate alle opere d'autore. Anche questo server-side, a monte, come le tasse per i dipendenti pubblici o i proventi che la SIAE raccoglie per poi versarli agli autori.

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