Che cosa significa per Apple mettere Leopard sul mercato?
Secondo Gene Munster, analista di Piper Jaffray che ogni tanto ne azzecca anche qualcuna, per Apple Mac OS X 10.5 sugli scaffali vuol dire da qui a Natale approssimativamente un incasso di 240 milioni di dollari (175 milioni di euro).
In una nota ai clienti, Munster è partito dalla constatazione che che Tiger, il sistema che usiamo oggi, è stato anch’esso posto in vendita alla fine del primo mese di un trimestre fiscale (il 29 aprile 2005).
Al tempo, la base installata di Mac OS X era di 12 milioni e le vendite di Tiger nel primo trimestre di disponibilità generarono fatturato per 125 milioni di dollari. Oggi la base installata di Mac OS X è di circa 23 milioni di unità e la proporzione porta appunto alla stima dei 240 milioni di dollari, presumendo un’accelerazione equivalente delle vendite. Nelle prime sei settimane di vita di Tiger, infatti, il 15 percento dell’utenza effettuò l’aggiornamento. Attualmente usano Tiger circa due utenti Mac OS X su tre.
Dalla calcolatrice Munster è successivamente passato alla palla di cristallo, predicendo per il Macworld Expo del prossimo gennaio un assistente digitale personale (Pda) con la stessa tecnologia multitouch di iPhone, ma un po’ più grande di iPhone, e un Mac ultraportatile più piccolo di quelli esistenti, che AppleInsider ha fantasiosamente battezzato ThinBook.
Si tratta di previsioni che si fanno da anni, nel caso del Pda, e da molti mesi, nel caso dell’ultraportatile, e quindi valgono poco o niente, nel senso che niente autorizza a pensare che questi oggetti potrebbero veramente essere o non essere annunciati.
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